NORMATIVA

L’Ecobonus 2019 è la detrazione (Credito d’Imposta) Irpef o Ires riconosciuta ai contribuenti che effettuano lavori per il risparmio energetico su edifici esistenti. Il bonus viene erogato nella forma di riduzione delle imposte dovute, in 10 rate annuali di pari importo.

La riforma introdotta dalla Finanziaria 2017 (Legge di Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019, legge 11 dicembre 2016, n. 232) stabilisce la possibilità da parte dei condòmini di optare per la cessione del Credito di Imposta ai fornitori che hanno effettuato gli interventi oppure ad altri soggetti privati, con la facoltà di successiva cessione del credito (limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria).

La Legge di Bilancio 2018 ha, infine, esteso, a decorrere dal 1° gennaio 2018, la possibilità di cedere il Credito corrispondente anche alla detrazione spettante per interventi effettuati sulle singole unità immobiliari.

La detrazione è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2019 fino al 31 dicembre 2019 per i lavori in edifici privati mentre, per le spese sostenute per interventi in parti comuni di condomini, la scadenza per fruire dell’agevolazione è fissata al 31 dicembre 2021.

Aliquote Ecobonus 2019

Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle singole unità immobiliari, le aliquote si differenziano in:

  • 50% delle spese sostenute per i seguenti interventi:
    • interventi relativi alla sostituzione di finestre comprensive d’infissi;
    • schermature solari;
    • caldaie a biomassa;
    • caldaie a condensazione, che continuano ad essere ammesse purché abbiano un’efficienza media stagionale almeno pari a quella necessaria per appartenere alla classe A di prodotto prevista dal regolamento (UE) n.18/2013. Le caldaie a condensazione possono, tuttavia, accedere alle detrazioni del 65% se oltre ad essere in classe A sono dotate di sistemi di termoregolazione evoluti appartenenti alle classi V, VI o VIII della comunicazione della Commissione 2014/C 207/02.
  • 65%delle spese sostenute per i seguenti interventi
    • interventi di coibentazione dell’involucro opaco;
    • pompe di calore;
    • sistemi di building automation;
    • collettori solari per produzione di acqua calda;
    • scaldacqua a pompa di calore;
    • generatori ibridi, cioè costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro.

Attualmente sono indicati specifici limiti per quanto riguarda le spese ammesse alla detrazione. L’importo massimo sul quale determinare l’Ecobonus è così ripartito:

  • 100.000 euro per gli interventi di riqualificazione energetica;
  • 60.000 euro per gli interventi sull’involucro dell’edificio;
  • 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, ovvero installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia;
  • 60.000 euro per l’installazione di pannelli solari utili alla produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università.

Per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali, le aliquote si differenziano in:

  • 70% delle spese sostenute, se l’incidenza degli interventi di riqualificazione energetica è superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio;
  • 75% delle spese sostenute, se gli interventi sono finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Tali detrazioni sono calcolate su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 40.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Qualora gli stessi interventi siano realizzati in edifici condominiali appartenenti alle zone sismiche 1, 2 o 3 e siano finalizzati anche alla riduzione del rischio sismico, la detrazione sarà pari a:

  • 80% delle spese sostenute, se i lavori determinano un passaggio ad una classe di rischio inferiore;
  • 85% delle spese sostenute, se i lavori determinano il passaggio a 2 o più classi di rischio sismico inferiori.

Il limite massimo di spesa consentito, in questo caso passa a 136.000 euro, moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

Chi può cedere il Credito di Imposta?

  • I contribuenti beneficiari delle suddette detrazioni fiscali;
  • Coloro che hanno già acquistato tale Credito di Imposta (limitata ad una sola eventuale cessione successiva a quella originaria).

Per gli interventi effettuati su Condomini

Il credito di Imposta cedibile da ciascun condòmino è calcolato sulla base della spesa approvata dalla delibera assembleare per l’esecuzione dei lavori per la quota a lui imputabile, oppure sulla base delle spese sostenute nel periodo d’imposta dal condominio, anche sotto forma di cessione del credito d’imposta ai fornitori, sempre per la quota a lui imputabile.

Per effettuare la cessione del credito, l’amministratore del condominio è tenuto a:

  • comunicare all’Agenzia delle entrate l’accettazione da parte dell’acquirente del Credito ceduto, la denominazione e il codice fiscale di quest’ultimo insieme l’ammontare dello del Credtio d’Imposta spettante sulla base delle spese sostenute dal condominio entro il 31 dicembre dell’anno precedente;
  • consegnare a ciascun condòmino la certificazione delle spese a lui imputabili sostenute nell’anno precedente dal condominio, indicando il protocollo telematico con il quale ha effettuato la comunicazione all’Agenzia delle entrate di cui al punto precedente.

Chi può acquistare il Credito di Imposta?

  • I fornitori di beni e servizi che hanno effettuato gli interventi di riqualificazione energetica;
  • Altri soggetti privati (e.g. persone fisiche, lavoratori autonomi, imprese, società, enti, consorziati, retisti, sub-appaltatori), sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione (sia con riferimento alla cessione originaria che a quella successiva);
  • Istituti di credito e intermediari finanziari nella sola ipotesi in cui il credito sia ceduto dai soggetti c.d. incapienti (i.e. i soggetti non tenuti al versamento dell’imposta sul reddito nell’anno precedente a quello di sostenimento delle spese).

L’acquirente può disporre del credito dal 10 marzo del periodo d’imposta successivo a quello in cui il condominio ha sostenuto la spesa.

Il Credito di Imposta – da ripartirsi in dieci quote annuali di pari importo – è utilizzabile in compensazione mediante modello F24 tramite i servizi telematici dell’Agenzia; la quota del credito che non è fruita nel periodo di spettanza è riportata nei periodi d’imposta successivi e non può essere chiesta a rimborso.

Alla compensazione di detto Credito di Imposta non si applicano i limiti previsti dall’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Euro 700.000,00).

 

Documentazione correlata: